VentoGemello.

Il punto di partenza: Hitia 14 e l’HDPE/PEAD (PoliEtilene ad Alta Densità)

Ho acquistato i piani dell’Hitia 14 di James Wharram Designs. Voglio studiare da vicino le scelte progettuali di un piccolo catamarano smontabile, mentre definisco il percorso di VentoGemello.

L’Hitia 14 è un progetto pensato per essere costruito in compensato, fibra di vetro e resina epossidica. Twind 4.2, il catamarano che vorrei sviluppare, è ancora in fase di studio e nasce con un’altra scelta di materiale: il polietilene ad alta densità, o HDPE. I piani dell’Hitia 14 riguardano la barca di Wharram; non sono i piani costruttivi di Twind 4.2.

Perché l’HDPE?

Vorrei una barca che possa essere trasportata, montata, portata in spiaggia e usata senza il timore che ogni contatto lasci un danno strutturale. L’HDPE mi interessa per la sua resistenza agli urti e all’abrasione. Se uno scafo tocca una spiaggia sassosa o urta uno scoglio, il materiale può deformarsi o graffiarsi senza necessariamente fessurarsi. Questo non lo rende indistruttibile: intensità dell’urto, spessori e costruzione dello scafo fanno la differenza.

Anche la riparabilità conta. Un graffio superficiale può essere soltanto un segno d’uso; un danno più profondo va esaminato e può richiedere una riparazione mediante saldatura del polietilene.

L’HDPE non presenta il problema dell’osmosi proprio degli scafi in vetroresina. Non significa, però, che sia immune alle incrostazioni: se una barca resta in acqua a lungo, alghe e altri organismi possono aderire anche a questo materiale. Per Twind 4.2 immagino un uso in cui la barca possa essere smontata, tirata a secco e pulita con facilità.

Dal materiale al progetto

Scegliere l’HDPE non vuol dire prendere i disegni di una barca in compensato e sostituire semplicemente il materiale. Bisogna studiare struttura, spessori, peso, rigidezza, collegamenti e saldature. Le risposte dovranno arrivare dal lavoro progettuale e, poi, dalle prove sul prototipo.

Questo blog servirà a documentare il percorso: cosa sto studiando, quali soluzioni scelgo, come costruirò il prototipo e che cosa imparerò mettendolo in acqua. Racconterò anche gli errori e le modifiche che le prove renderanno necessarie.

Per ora i piani dell’Hitia 14 sono sul tavolo. Twind 4.2 è ancora una domanda aperta, ed è da qui che comincia VentoGemello.